Spinning, mai più!

Caro ranger, come tanti ragazzi anch’io dopo aver terminato gli studi, ho fatto la mia valigia e percorso molti chilometri prima di trovare lo “stargate” giusto per il mondo del lavoro. Il primo ostacolo era superato, restava quello della socializzazione selvaggia per combattere la depressione da taglio del cordone.
Il lato positivo di vivere in un posto nuovo dove nessuno ti conosce è che puoi costruirti una tua nuova immagine a tavolino. Anche se nella mia “prima vita” avevo la nomea di nerd sfigato, volevo voltare pagina e costruirmi con cura certosina un’immagine da figo “Don Giovanni”.

E fu così che quasi per caso, scoprii che in pausa pranzo, tutte le ragazze più fighe dell’azienda frequentavano la stessa lezione di spinning nella palestra di fronte. Era l’occasione giusta! “Che sarà mai?! un paio di pedalate e in un colpo solo le conosco tutte”.
Corsi a comprare tutto il necessario per sembrare un professionista della bike e accettai la lezione omaggio offerta dalla palestra a condizione di farla proprio in pausa pranzo, andando anche contro il parere dell’istruttrice.
Caro ranger, se mi chiedi di parlare del paradiso lo farei descrivendoti quella sala: io in mezzo ad un mucchio di tutine aderenti piene di corpicini appetitosi. Iniziai la lezione sentendomi un leone che inseguiva un branco di gazzelle in fuga nella savana africana.
“Pedala, pedala … dai che le prendi! … Caspita e come corrono ste gazzelle! ... 5 minuti e ho già l’affanno! … 7 minuti, il cuore mi batte in gola. Non mostrare sofferenza! Mi raccomando mantieni l’espressione da figo! ... 8 minuti, oddio il polpaccio!”
E dopo solo 8 minuti il mio polpaccio sinistro diventò una pietra dolorosissima. Saltai dalla bici e mi lanciai a terra. L’istruttrice spaventata interruppe la lezione e corse in mio soccorso.
A quel punto avrei preferito un infarto per giustificare l’interruzione.

L’istruttrice compresa la situazione si tranquillizzò, e con un sorriso del tipo “te l’avevo detto”, mi prese il piede e iniziò a spingere per sbloccare i crampi. Sentivo un’enorme freccia luminosa che puntava verso di me a terra dolorante con tutte le fighe dell’azienda ferme ad aspettare e a scambiarsi tra loro silenziose battutine. “Non erano neanche sudate quelle maledette!”
“Tirati su leone! Non puoi arrenderti ora, che figura fai!” Facendo leva solo sull’orgoglio, tornai in sella con l’idea di continuare, pedalando solo con la gamba destra.
La lezione riprese e lasciai che le gazzelle tenessero il loro ritmo, ben lontano dal mio. A quel punto l’importante per me, era arrivare alla fine.
Non ci crederai ma solo cinque minuti dopo, mi vennero i crampi anche al polpaccio destro.
Mi fermo qui, perché anche solo ripensare a ciò che accadde dopo è troppo imbarazzante.
In conclusione, tutti i buoni propositi per non essere considerato nuovamente un nerd sfigato, andarono in fumo in una sola lezione di spinning.

Toast Ranger