«Ti presento i miei?» «No!»

Caro ranger, ho rifiutato due richieste arrivate spontanee dal mio uomo, alle quali solitamente una donna fatica a dire di no: "1. Ti va di conoscere i miei?", "2. Che mi rispondi se ti proponessi di andare a vivere insieme?".
Qualche psicologo da strapazzo direbbe che sono immatura o che non sono convinta di aver trovato l'uomo giusto. Invece la spiegazione è molto più semplice: conoscere i suoi, determina in un modo o nell'altro il coinvolgimento di altre persone nel nostro rapporto. Dovrei ricordarmi di fare gli auguri i giorni di festa, essere obbligata a farmi viva con loro di tanto in tanto, sforzarmi di sembrare brava in cucina ... Per il momento, quindi, trovo inutile complicare le cose più di quanto non lo siano in un normale rapporto a due.
Per quanto concerne una convivenza prematura, invece, ritengo che sia "come scartare i regali sotto l'albero prima di Natale". Si perde il gusto dell'attesa. E per "gusto" intendo anche l'effetto sorpresa di un vestitino nuovo o di un completo sexy. Se poi le cose andranno bene, ci sarà tutto il tempo per condividere con lui il momento della depilazione delle ascelle o dello smalto alle unghie dei piedi, ma fino a quel giorno, ognuno nel proprio monolocale.
Dopo questa premessa, ti racconto cosa è accaduto.

Qualche mese fa, ho ricevuto una sua telefonata al lavoro. È difficile che chiami in orario di ufficio se non per una emergenza, e quindi la cosa mi sembrò subito strana. Poi quel messaggio misterioso ed intrigante che non mi concesse il tempo per una replica: "stasera ti aspetto a casa mia alle 8, fatti carina!". Mhhh! Interessante!
Le pensai tutte, ma poi ecco l'illuminazione: la sera prima avevamo visto insieme il film "Magic Mike" e io gli avevo chiesto di organizzare un suo streep tease a sorpresa tutto per me. Ecco allora svelato il mistero, "vorrà sorprendermi con una performance sexy a casa sua".
Non è nella mia natura, farmi trovare impreparata neanche in situazioni come queste, quindi decisi di organizzare una contro-sorpresa. Una corsa al sexy shop sotto casa per comprare un completino di quelli che avrebbero fatto ululare un gatto morto, e via; sopra al completino, solo un cappotto lungo a coprire tutto come un grande sipario pronto ad aprirsi.

Arrivata alla sua porta, alle 8 in punto come indicato, ero già pronta per prendere parte al suo misterioso show, quando si presentò davanti a me il viso sorridente e quasi commosso di una donna matura: "tu devi essere la fidanzata di mio figlio, fatti abbracciare! ...".
Per tutto il tempo in cui il mio mento rimase poggiato sulla sua spalla, la mia mente cercava disperatamente una via di uscita da quella situazione. Niente spettacolo sexy quindi, tutto quel mistero era per celare l'arrivo dei suoi genitori che solo con un attacco a sorpresa, sarebbe riuscito a presentarmi. "Si, ma ora che faccio con la questione del gatto morto e tutto il resto?", non potevo certo rimanere tutta la serata con il cappotto addosso. Mi scusai con tutti i presenti e facendo finta di aver dimenticato qualcosa in auto, scappai giù per le scale.
Fortunatamente, avevo previsto una "lunga e faticosa" serata, tanto da mettere in conto, la possibilità di rimanere a dormire da lui, quindi in macchina avevo i vestiti che avrei utilizzato il giorno dopo per andare in ufficio. L'indossai in un istante e risalii per continuare una serata che per il mio uomo sono certa, sia stata di gran lunga più speciale di quella che avrei potuto offrirgli io. E tutto sommato, vedere i suoi occhi felici come quelli di un bambino, mi hanno commosso moltissimo. Spesso basta davvero poco per far felice la persona che ami.

Toast Ranger